fonte: irog.it del 16/07/2025  e rovigo.news del 16/07/2025

L’orribile violenza avvenuta la scorsa notte nella stazione ferroviaria di Rovigo, ai danni di una donna brutalmente aggredita, pestata e violentata, rappresenta un punto di non ritorno per la questione sicurezza nelle stazioni ferroviari.

“Come UGL Veneto esprimiamo sconcerto e profonda indignazione per quanto accaduto, e massima solidarietà alla vittima, oggi ricoverata con una prognosi superiore ai trenta giorni. È una vicenda – denuncia Luciano Conforti, Segretario Ugl della Regione del Veneto – che ci lascia attoniti, ma che non possiamo più fingere sia un caso isolato: gli episodi di violenza, aggressione e accoltellamento nelle stazioni del Veneto stanno crescendo a un ritmo allarmante.”

“A Rovigo, come in altre realtà della nostra regione, le stazioni ferroviarie sono diventate luoghi di marginalità estrema, di insicurezza e degrado, dove la notte – aggiunge Giulio Bozzato, Segretario UGL UTL di Rovigo – si può essere uccisi a calci o violentati mentre si dorme su una panchina. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a tutto questo.

E’ tempo che anche nell’area della stazione ferroviaria di Rovigo si istituisca una Zona Rossa. Come sindacato UGL chiediamo un costante presidio fissi delle Forze dell’Ordine all’interno e all’esterno delle stazioni, con turnazione anche notturna. Chiediamo, inoltre:

  1. Potenziamento del personale della Polfer, oggi numericamente insufficiente per fronteggiare la situazione.
  2. Controlli sistematici sugli stabili abbandonati e sulle aree limitrofe alle stazioni, spesso utilizzati come rifugi da soggetti pericolosi.
  3. Un piano straordinario per la sicurezza urbana, concertato con Prefetture, Comuni e Ferrovie dello Stato.
  4. Una task force interforze che agisca nei luoghi a rischio con la massima tempestività.

Questi non sono slogan: sono proposte urgenti e necessarie che ci arrivano anche da molti nostri iscritti, lavoratori delle ferrovie, del trasporto pubblico, delle cooperative e della vigilanza, sempre più esposti in prima linea.

Non c’è dignità del lavoro senza sicurezza pubblica.

Non possiamo chiedere ai lavoratori e alle lavoratrici – né ai cittadini – di muoversi in contesti – concludono i due esponenti sindacali di UGL – dove può accadere, nell’indifferenza, un’aggressione di tale brutalità.

Non c’è tempo da perdere.